E il legno suonò… fate largo al Dio portato a Morte…

La tremenda tragedia per un meraviglioso passaggio, raccontata da un raffinato testo ed inscenata da oltre cento volontari tra attori e staff, è stata l’elemento costitutivo delle tre ore più intense e sconvolgenti della Pasqua Iblea.

Le lacrime hanno rigato i volti di molti. Una luna da dipinto, ha fatto da quinta a quel palcoscenico costruito tra le vie, i cortili e le rupi di Buccheri.

I fedeli abiti, si sono prestati a rivestire volontari attori, che hanno dato tutto il loro cuore nell’esprimere la tragedia raccontata dalle parole di una lingua arcaica così tremendamente attuale nel rivelare di un dolore offerto per amore.

E’ il Venerdì Santo, il Venerdì di Passione, U Venniri di Luttu, l’evento centrale de “U Passiu Santu”!

Raccontarvi delle emozioni che attori e spettatori provano assistendo a tutte le fasi del racconto, sarebbe troppo riduttivo per qualcosa che, in fin dei conti, è estremamente personale. Lì, non contano più i microfoni, le luci, le scenografie, le serate incantevoli, i panorami irripetibili o il Barocco unico al mondo, tutto diventa contorno infatti, quando la musica richiama l’attenzione e il banditore comincia, i cuori, le menti, gli animi, si lasciano trasportare aprendosi ad una storia che nella sua sconvolgente crudeltà diventa la Storia per eccellenza, diventa il più grande gesto d’Amore.

Emozione… questo è il punto di partenza e di arrivo! Il cuore si ferma davanti le cure dolcissime di una Madre che accompagna il Figlio al Calvario, la mente riflette per la barbarie incomprensibile di un soldato, la pelle freme travolta dalle vibrazioni di un Mondo che vede il suo Dio morire, l’Anima si spaura vedendosi improvvisamente sola…

Ora, tutto è silenzio… riecheggiano, tra le vie, solo canti di dolore e pentimento… un popolo si stringe attorno alle sue venerate effigi, lo spettatore guarda la bellezza dei luoghi, la Campana è nuovamente di legno ed attende un Dio sceso agli inferi…

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